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MORIA DEL KIWI: GESTIONE E TRATTAMENTO CON BIOFORMULATI MICROBICI

Moria del kiwi: vantaggi del trattamento con bioformulati microbici ad azione nematocida e biostimolante

Il fenomeno della moria del kiwi è correlato alla marcescenza dell’apparato radicale che avviene inizialmente con l’imbrunimento e la perdita delle radici assorbenti e successivamente con la completa marcescenza delle macroradici e dell’intero apparato radicale.

A livello vegetativo la sindrome del collasso delle piante di kiwi si manifesta a partire da giugno-luglio in corrispondenza della massima attività evapotraspirativa. In una prima fase si nota una riduzione dell’attività vegetativa, con un leggero imbrunimento della pagina fogliare inferiore e una decolorazione della chioma che da verde brillante passa a tonalità giallo-brunastre. Le foglie perdono turgore e le piante sembrano necessitare di ulteriori apporti idrici, azione però controproducente in quanto accelera la diffusione della sindrome “moria del kiwi”.

Segue una rapida regressione dell’attività vegetativa con:

  1. accartocciamento fogliare
  2. filloptosi
  3. disidratazione dei rami e dei frutti che avvizziscono in pianta

Nei casi peggiori è possibile assistere al disseccamento e alla moria di interi frutteti nel giro di 3-4 settimane. 

Quando la sindrome della moria del kiwi si presenta in forma meno aggressiva, si assiste:

  1. all’imbrunimento parziale delle radici assorbenti
  2. alla riduzione del rigoglio vegetativo con internodi più corti
  3. defogliamento estivi
  4. ridotto ingrossamento dei frutti

Pur mantenendo dei minimi livelli di produttività e una normale attività vegetativa nella primavera successiva, nella maggior parte dei casi la pianta di actinidia deperisce e muore nel corso dell’estate.

In generale, la sindrome della moria del kiwi è molto più aggressiva e rapida nei fondi irrigati a scorrimento e quasi sempre i focolai partono dove l’acqua percola nel terreno al termine del ciclo di irrigazione.

Uno dei nemici principali del kiwi è il nematode: la vera lotta al nematode è di tipo preventivo e passa in primo luogo dal ripristino di una buona fertilità organica e vitalità del suolo agrario.

NEMATODI DELL’ACTINIDIA, SINTOMI E DANNI ALLE COLTIVAZIONI DI KIWI

Negli ultimi anni nelle coltivazioni di actinidia è sempre più diffusa la presenza di nematodi: organismi anguilliformi, trasparenti e visibili solo al microscopio e che sono la causa della moria del kiwi.

Le infestazioni sono causate da specie galligene del genere Meloidogyne che presentano uno spiccato dimorfismo sessuale: la femmina adulta si presenta piriforme o sferica mentre il maschio è vermiforme. Sono nematodi endoparassiti sedentari che attaccano l’apparato radicale di una vastissima cerchia di piante ospiti e trovano condizioni favorevoli al loro sviluppo in terreni sabbiosi, profondi e irrigui. Depongono le uova all’interno di un ovisacco gelatinoso riuscendo a sopravvivere, in condizioni ambientali avverse a lungo nel terreno, anche per oltre tre anni, prolungando l’infestazione da un anno all’altro.

Il sintomo tipico dell’infestazione di nematodi appartenenti al genere Meloidogyne, è la formazione di galle sulle radici, visibili a occhio nudo.

moria del kiwi

Esse sono causate da alterazioni del citoplasma e proliferazione dei tessuti e s’innescano a seguito di punture di alimentazione delle larve infestanti che provocano, nei tessuti della pianta ospite, una serie di reazioni che si manifestano con l’ingrossamento e l’aumento del numero delle cellule.

L’apparato radicale, una volta colpito, non è più in grado di svolgere regolarmente le sue funzioni: le lesioni sulle radici, possono favorire l’insediamento di funghi e batteri fitopatogeni diversi con danni di tipo sinergico. Negli impianti, l’attacco si presenta di solito a chiazze con piante caratterizzate da sviluppo stentato, accompagnato da clorosi fogliare e da un generale deperimento vegetativo fino alla morte delle stesse; sulle piante in produzione a questi sintomi, si associano ridotte pezzature dei frutti e cali nelle rese produttive.

LOTTA AI NEMATODI GALLIGENI NEL KIWI

Gli attacchi di Melodoigyne sono molto dannosi e difficili da tenere sotto controllo anche per la mancanza di prodotti fitosanitari di sintesi (volatili e non) utilizzabili su tale coltura;

Divengono pertanto fondamentali le misure preventive che possono essere attuate in fase di pre-impianto e in fase di coltivazione;

Misure di prevenzione in fase di pre-impianto:

  1. evitare l’impianto su terreni infestati da nematodi cecidogeni (è fondamentale pertanto un’analisi nematologica del terreno nel momento in cui si decide per l’impianto) anche in considerazione che l’unico fumigante ad attività nematocida disponibile sul mercato (1,3 Dicloropropene) è stato definitivamente dismesso e che i mezzi fisici (solarizzazione) non sono adeguati per le colture arboree;
  2. acquistare materiale di propagazione certificato ai sensi della normativa fitosanitaria vigente;
  3. in via precauzionale escludere, con osservazioni visive ed in laboratorio, la presenza di galligeni negli apparati radicali.

MISURE DI CONTENIMENTO IN FASE DI COLTIVAZIONE

Sulle colture di vecchio impianto non è conveniente alcun tipo d’intervento, su quelle d’impianto inferiore ai tre anni potrebbero essere vantaggiose alcune pratiche a sostegno:

  1. fertilizzazioni organiche che agiscono sul contenimento dei nematodi fitoparassiti, innalzano la resistenza delle piante, favoriscono lo sviluppo di antagonisti naturali, etc.;
  2. coltivazione e sovescio di piante biocide (biofumigazione) che a seguito della degradazione idrolitica dei glucosinolati prodotti dal metabolismo secondario, hanno un’azione dimostrata oltre che verso i nematodi fitoparassiti anche verso insetti, funghi e batteri;
  3. formulati a base di funghi antagonisti (POCHONIA CLAMIDOSPORIA) dei nematodi e consorzi di microrganismi (batteri e MICORRIZE ad es.) che svolgono anche il ruolo di potenziatori di resistenza.

LA NOSTRA ESPERIENZA

Tra il 2019 e il 2022 in collaborazione con i tecnici MsBiotech nella zona di Latina, è stato sviluppato un protocollo per la gestione della moria del kiwi, che prevede l’utilizzo di prodotti quali:

  • NEMATECH + ACTIVE ON NEM: è un innovativo formulato liquido a base di spore vitali del fungo Pochonia chlamydosporia. Nematech contribuisce efficacemente al superamento degli stress causati dagli attacchi dei patogeni dell’apparato radicale anche in presenza di nematodi galligeni.
  • TWINTECH RHIZON: è una speciale associazione tra un inoculo di microrganismi naturali utili ed un concime organico azotato fluido di origine esclusivamente naturale. RHIZON contiene un inoculo microbico composto da conidi vitali di Trichoderma spp. e Streptomyces spp., è caratterizzato da spiccate proprietà di promozione dello sviluppo radicale.

Nelle aziende agricole dove è stato utilizzato IL PROTOCOLLO, ancor prima della comparsa della sindrome, si è riscontrata un’azione di prevenzione e rallentamento della moria del kiwi, con manifestazioni nulle, lievi o limitate a poche piante. Negli appezzamenti non trattati, invece, la moria si è rivelata molto più aggressiva e rapida con impianti di actinidia completamente disseccati.

Leggi anche:

MORIA DEL KIWI: come limitare i fattori di stress

 

 

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