In sintesi. La fertirrigazione è la distribuzione dei concimi disciolti nell’acqua di irrigazione, in genere con impianti a goccia o di microirrigazione. Permette di dare alla coltura la dose giusta di nutrienti nella fase in cui servono, riducendo sprechi e perdite. Per farla bene servono concimi idrosolubili puri e un piano che cambi il rapporto tra azoto, fosforo e potassio lungo il ciclo.
Nelle aziende orticole, nei frutteti irrigui e nelle colture in serra che seguiamo, la fertirrigazione è ormai lo standard tecnico. Eppure vediamo spesso risultati molto diversi a parità di impianto. La differenza la fanno tre scelte: il formulato, la concentrazione della soluzione e la sequenza degli apporti durante il ciclo.
In questa guida raccogliamo quello che abbiamo imparato in anni di prove in campo e di assistenza tecnica alle aziende.
Cos’è la fertirrigazione e perché la consigliamo
Con la fertirrigazione i nutrienti arrivano già in soluzione nella zona delle radici attive. Rispetto alla concimazione tradizionale a spaglio, per un’azienda professionale i vantaggi sono concreti:
- Efficienza d’uso più alta. Si perdono meno nutrienti per dilavamento, volatilizzazione o immobilizzazione nel suolo.
- Dosi frazionate. La coltura riceve piccole quantità frequenti, in linea con il suo ritmo di assorbimento.
- Nutrizione per fase fenologica. Possiamo spostare il rapporto tra azoto, fosforo e potassio man mano che la pianta passa da radicazione a fioritura, ingrossamento e maturazione.
- Risparmio operativo. Non servono passaggi aggiuntivi in campo: concimazione e irrigazione avvengono insieme.
- Controllo e tracciabilità. Le quantità distribuite a ogni turno sono note, un vantaggio per il quaderno di campagna e per i disciplinari di produzione.
Come si fa la fertirrigazione: impianto e parametri
Un sistema di fertirrigazione è composto da una fonte d’acqua, un sistema di iniezione (pompa dosatrice, iniettore Venturi o fertirrigatore automatico), un gruppo di filtri e la rete di distribuzione a goccia o per microirrigazione.
Quando affianchiamo un’azienda, i parametri che teniamo sotto controllo sono questi:
- Concentrazione della soluzione. Per i nostri concimi idrosolubili indichiamo 1-2 grammi per litro, cioè 1-2 kg per metro cubo d’acqua, in manichetta o in microirrigazione.
- Conducibilità elettrica (EC). Misura la salinità della soluzione. Valori troppo alti stressano le radici, soprattutto su colture sensibili e in serra.
- pH della soluzione. Un pH leggermente acido favorisce la disponibilità dei microelementi e riduce il rischio di precipitati che otturano i gocciolatori.
- Qualità dell’acqua. Durezza, bicarbonati e sodio influenzano la scelta dei formulati e l’eventuale necessità di acidificare.
- Sequenza del turno. Consigliamo di iniziare con acqua pulita, iniettare il concime nella parte centrale del turno e chiudere di nuovo con acqua pulita per lavare le linee.
Quali concimi usiamo per la fertirrigazione
In fertirrigazione servono concimi idrosolubili ad alta purezza, completamente solubili, a basso contenuto di cloro e privi di residui insolubili. La nostra linea di concimi idrosolubili copre tutte le fasi del ciclo. I titoli della linea Nutrytech integrano inoltre la nostra tecnologia Micro Active Complex, un inoculo microbico che sostiene lo sviluppo e la funzionalità delle radici.
| Formulato | Fase in cui lo consigliamo | Perché |
|---|---|---|
| 12.48.8 | Trapianto, radicazione, pre-fioritura | Fosforo molto alto (48%) per radici e fioritura, con boro, ferro, manganese e zinco |
| 30.10.10 | Accrescimento vegetativo | Azoto prevalente per lo sviluppo di foglie e germogli |
| 20.20.20 | Fasi di mantenimento | Formula bilanciata per sostenere la crescita senza squilibri |
| 8.24.24 | Fioritura e allegagione | Fosforo e potassio per fiori e primi frutti |
| 9.18.27 | Allegagione e ingrossamento | Potassio in crescita, fosforo ancora sostenuto |
| 15 5 30 | Ingrossamento e maturazione | Potassio al 30% per pezzatura, colore e sapore, con azoto nitrico prontamente disponibile |
Le schede di ciascun prodotto sono disponibili qui: 12.48.8, 30.10.10, 20.20.20, 8.24.24, 9.18.27, 15 5 30.
A completamento del piano, i nostri microelementi liquidi correggono carenze specifiche di ferro, manganese, zinco o boro, frequenti su suoli calcarei o con acque dure. Ne abbiamo parlato negli articoli sulla clorosi ferrica e sul manganese nelle piante.
Un esempio del nostro piano di fertirrigazione per orticole da frutto
Ecco lo schema che proponiamo come base per pomodoro, peperone o melanzana, in pieno campo o in serra. Le quantità vanno sempre adattate alle analisi del terreno e dell’acqua e alla resa attesa.
- Trapianto e attecchimento (1-3 settimane). Usiamo 12.48.8 per stimolare le radici. La dose indicativa per gli ortaggi da frutto è di 3-4 kg ogni 1.000 m², ripartita nel periodo.
- Crescita vegetativa. Passiamo a 30.10.10 o a 20.20.20, in base al vigore della coltura.
- Fioritura e allegagione. Utilizziamo 8.24.24 per sostenere fiori e primi frutti.
- Ingrossamento. Impieghiamo 9.18.27 e poi passiamo a 15 5 30.
- Maturazione. Chiudiamo con 15 5 30 per colore, grado zuccherino e conservabilità.
Sulle colture arboree come vite, drupacee, agrumi, olivo e actinidia applichiamo lo stesso principio su scala stagionale. Per 12.48.8 e 15 5 30 le dosi che indichiamo vanno da 60-80 kg/ha su melo e pero fino a 120-130 kg/ha sull’olivo, da ripartire nell’arco del ciclo.
Fertirrigazione e biostimolazione: come le abbiniamo
L’impianto di fertirrigazione è anche il canale più efficiente per distribuire biostimolanti radicali e inoculi microbici. Abbinando nutrizione e biostimolazione aiutiamo la coltura ad assorbire meglio i nutrienti, sosteniamo le radici negli stress da caldo e salinità e, in molti casi, riusciamo a ridurre le unità fertilizzanti necessarie.
Per approfondire, rimandiamo alla nostra linea di biostimolanti e all’articolo su come superare lo stress da caldo e siccità.
Gli errori che vediamo più spesso in fertirrigazione
- Miscelare in vasca concimi incompatibili, ad esempio calcio con solfati o fosfati, che formano precipitati.
- Lavorare senza misurare conducibilità elettrica e pH della soluzione.
- Usare formulati con residui insolubili, che intasano filtri e gocciolatori.
- Mantenere lo stesso titolo NPK per tutto il ciclo colturale.
- Dimenticare il lavaggio finale delle linee a fine turno.
Costruiamo insieme il tuo piano di fertirrigazione
I nostri tecnici costruiscono il programma partendo dalle analisi dell’acqua e del terreno, dalla coltura e dagli obiettivi produttivi dell’azienda. Contattaci oppure registrati per scaricare le schede tecniche dei nostri concimi idrosolubili.
Domande frequenti sulla fertirrigazione
Cos’è la fertirrigazione?
È la tecnica che distribuisce i fertilizzanti disciolti nell’acqua di irrigazione, di solito con impianti a goccia o di microirrigazione. I nutrienti arrivano in soluzione direttamente nella zona delle radici attive.
Quali concimi si usano per la fertirrigazione?
Concimi idrosolubili completamente solubili, ad alta purezza e a basso contenuto di cloro, come i nostri NPK 12.48.8, 20.20.20, 15 5 30. Il titolo si sceglie in base alla fase della coltura.
Che concentrazione usare nella soluzione di fertirrigazione?
Per i nostri concimi idrosolubili indichiamo 1-2 grammi per litro, cioè 1-2 kg per metro cubo d’acqua. È importante controllare anche la conducibilità elettrica per non stressare le radici.
Qual è il miglior concime per la fertirrigazione del pomodoro?
Non ce n’è uno solo. Consigliamo un fosfatico come 12.48.8 al trapianto, formule più azotate o bilanciate in crescita e formule ricche di potassio come 15 5 30 in ingrossamento e maturazione.
Ogni quanto si fa la fertirrigazione?
Dipende da coltura, fase e tipo di suolo. In genere interveniamo a ogni turno irriguo o più volte a settimana con dosi basse, frazionando la quantità totale prevista per il ciclo.




