Agricoltura

Carenza di calcio nelle piante: sintomi, cause e come prevenirla nelle colture

La carenza di calcio nelle piante è una problematica nutrizionale che può avere conseguenze importanti sulla qualità e sulla produttività delle colture. Marciume apicale, butteratura amara, disseccamenti e problemi di consistenza dei frutti sono alcune delle manifestazioni che possono essere associate a un insufficiente apporto di calcio nei tessuti vegetali.

Un aspetto particolarmente importante è che la carenza non dipende sempre dalla quantità totale di calcio presente nel terreno. In determinate condizioni, infatti, l’elemento può essere presente ma non raggiungere in quantità sufficiente gli organi che ne hanno maggiore necessità.

Per questo motivo, noi di MS Biotech consideriamo la gestione del calcio come parte di una strategia nutrizionale più ampia, che deve tenere conto della coltura, della fase fenologica, dell’irrigazione e delle condizioni ambientali.

Vediamo come riconoscere una carenza di calcio, quali possono essere le cause e come prevenirne le conseguenze.

A cosa serve il calcio nelle piante?

Il calcio è un elemento essenziale per lo sviluppo vegetale. Partecipa alla formazione e alla stabilità delle pareti cellulari e contribuisce alla struttura e alla resistenza dei tessuti.

Una disponibilità adeguata è quindi particolarmente importante durante le fasi caratterizzate da intensa crescita cellulare, come lo sviluppo dei nuovi tessuti e l’accrescimento dei frutti.

Il calcio interviene inoltre in numerosi meccanismi fisiologici e nei processi attraverso cui la pianta percepisce e risponde a determinati stimoli ambientali.

Abbiamo già approfondito nel nostro articolo dedicato “L’importanza del calcio per le piante” le principali funzioni fisiologiche di questo elemento. In questo approfondimento vogliamo concentrarci invece su un problema più pratico: cosa succede quando il calcio non raggiunge in quantità adeguata i tessuti vegetali.

Come riconoscere una carenza di calcio nelle piante

I sintomi possono variare considerevolmente in funzione della coltura.

Il calcio presenta una mobilità limitata all’interno della pianta e viene trasportato prevalentemente attraverso il flusso traspiratorio. Per questo motivo i problemi possono manifestarsi soprattutto nei tessuti giovani e negli organi caratterizzati da una traspirazione relativamente bassa, come i frutti.

Tra i segnali che possiamo osservare troviamo:

  • necrosi dei tessuti giovani;
  • deformazioni delle foglie;
  • ridotto sviluppo degli apici vegetativi;
  • problemi di consistenza dei frutti;
  • disseccamenti;
  • spaccature;
  • comparsa di specifiche fisiopatie.

È importante non attribuire automaticamente ogni sintomo a una carenza di calcio. Una corretta diagnosi deve considerare lo stato nutrizionale della coltura, le condizioni del terreno, la gestione irrigua e gli eventuali altri fattori di stress.

Perché può mancare calcio anche quando è presente nel terreno?

Questo è uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista agronomico.

Avere calcio nel terreno non significa necessariamente che ogni organo della pianta ne riceva una quantità sufficiente.

Il trasporto del calcio dipende fortemente dal movimento dell’acqua attraverso la pianta. Di conseguenza, condizioni che alterano l’assorbimento radicale o il flusso traspiratorio possono creare problemi nella distribuzione dell’elemento.

Una gestione irrigua irregolare, per esempio, può alternare periodi di elevata disponibilità idrica a periodi di stress, rendendo meno costante l’approvvigionamento di calcio ai tessuti in crescita.

Anche temperature elevate, elevata umidità, salinità, problemi radicali e squilibri tra gli elementi nutritivi possono influenzare la situazione.

Per questo motivo la gestione della carenza di calcio non dovrebbe essere ridotta semplicemente alla domanda: “quanto calcio sto apportando?”

Dobbiamo chiederci anche quanto calcio la pianta riesca effettivamente ad assorbire e, soprattutto, a trasportare verso gli organi che ne hanno bisogno.

Marciume apicale del pomodoro e carenza di calcio

Uno degli esempi più conosciuti è il marciume apicale del pomodoro, fisiopatia caratterizzata dalla comparsa di un’area scura e necrotica nella zona apicale del frutto.

La problematica è associata a un’insufficiente disponibilità di calcio nei tessuti del frutto, ma non significa necessariamente che il terreno sia povero di questo elemento.

Stress idrici e forti variazioni nella disponibilità d’acqua possono svolgere un ruolo determinante.

Questo è il motivo per cui una corretta strategia deve considerare contemporaneamente nutrizione calcica e gestione dell’irrigazione.

Problematiche analoghe possono interessare anche peperone e altre colture orticole.

 

 

Butteratura amara del melo

Un’altra fisiopatia strettamente associata alla nutrizione calcica è la butteratura amara, o bitter pit, del melo.

Si manifesta attraverso piccole depressioni sulla superficie del frutto, alle quali corrispondono alterazioni dei tessuti sottostanti.

Il problema può diventare particolarmente evidente anche durante la conservazione, incidendo sulla qualità commerciale e sulla shelf-life del raccolto.

Per le aziende frutticole, quindi, la corretta gestione del calcio non riguarda solamente ciò che accade in campo, ma può influenzare anche il comportamento dei frutti durante il post-raccolta.

Calcio, consistenza e conservabilità dei frutti

Il ruolo strutturale del calcio spiega perché questo elemento sia così importante anche per la qualità finale della produzione.

Tessuti vegetali correttamente sviluppati possono presentare maggiore resistenza meccanica e una migliore consistenza.

Per le produzioni destinate alla conservazione e alla commercializzazione questo aspetto assume particolare importanza.

La nutrizione calcica deve quindi essere considerata non solamente come uno strumento per prevenire determinate fisiopatie, ma come parte di una strategia finalizzata alla qualità complessiva del raccolto.

Come prevenire la carenza di calcio

La prevenzione parte da una gestione agronomica equilibrata.

Prima di intervenire è utile conoscere le caratteristiche del terreno e della coltura attraverso analisi e monitoraggi periodici. Anche la gestione dell’acqua è fondamentale: irrigazioni regolari aiutano a mantenere un flusso più costante di acqua e nutrienti verso la pianta.

Dobbiamo inoltre prestare attenzione agli squilibri nutrizionali. L’eccesso di alcuni elementi può interferire con l’assorbimento e la distribuzione di altri nutrienti.

Nelle colture e nelle fasi particolarmente sensibili possiamo infine integrare la normale nutrizione con apporti mirati di calcio.

Veratech Ca: il nostro supporto alla nutrizione calcica

Per supportare le colture nelle fasi di maggiore necessità abbiamo sviluppato Veratech Ca, un concime fogliare liquido della linea Veratech a base di cloruro di calcio, con ossido di calcio (CaO) solubile in acqua al 15,6%.

Grazie alla sua formulazione, Veratech Ca favorisce l’assorbimento del calcio attraverso i tessuti e la sua traslocazione all’interno della pianta.

Il prodotto è indicato su diverse colture per la prevenzione e la gestione delle fisiopatie associate alla carenza di calcio, tra cui butteratura amara del melo, marciume apicale del pomodoro, Tip Burn delle insalate, disseccamento del rachide, disseccamenti fisiologici e spaccatura dei frutti.

L’apporto di calcio contribuisce inoltre alla resistenza meccanica dei tessuti vegetali, alla consistenza dei frutti, alla croccantezza degli ortaggi a foglia e alla conservabilità della produzione.

Veratech Ca viene utilizzato per via fogliare e può essere inserito nel programma nutrizionale in funzione della coltura e della fase produttiva, seguendo sempre dosaggi e modalità di applicazione riportati nella scheda tecnica.

Quando intervenire con il calcio?

Aspettare la comparsa evidente di una fisiopatia non rappresenta necessariamente la strategia migliore.

Nelle colture storicamente soggette a problemi di disponibilità di calcio è preferibile adottare un approccio preventivo, programmando gli interventi nelle fasi di maggiore richiesta.

Particolare attenzione deve essere dedicata alla fase di sviluppo e ingrossamento dei frutti, durante la quale una corretta nutrizione contribuisce alla formazione di tessuti consistenti e di qualità.

Anche le condizioni climatiche devono essere monitorate: periodi caratterizzati da temperature elevate o forti variazioni nella disponibilità idrica possono modificare la capacità della pianta di distribuire correttamente il calcio.

Conclusioni

La carenza di calcio nelle piante è una problematica più complessa di quanto possa sembrare. Non dipende esclusivamente dalla quantità dell’elemento presente nel terreno, ma anche dalla capacità della pianta di assorbirlo e trasportarlo verso i tessuti in crescita.

Marciume apicale, butteratura amara, Tip Burn, disseccamenti e spaccature sono alcuni dei problemi che possono indicare una nutrizione calcica non adeguata.

Per noi di MS Biotech la strategia migliore parte quindi dalla prevenzione: corretta gestione dell’irrigazione, equilibrio nutrizionale, monitoraggio della coltura e interventi mirati nelle fasi di maggiore fabbisogno.

Con Veratech Ca possiamo integrare la nutrizione attraverso un apporto fogliare specifico di calcio, contribuendo a sostenere consistenza, resistenza e qualità commerciale delle produzioni.

Per approfondire tutte le funzioni fisiologiche di questo elemento, consigliamo anche la lettura del nostro approfondimento “L’importanza del calcio per le piante”.

FAQ sulla carenza di calcio nelle piante

Come capire se una pianta ha carenza di calcio?

I sintomi possono comprendere necrosi dei tessuti giovani, deformazioni fogliari, problemi agli apici vegetativi e fisiopatie specifiche dei frutti. La manifestazione varia però in base alla coltura e deve essere valutata insieme alle condizioni agronomiche.

Quali sono le principali fisiopatie associate alla carenza di calcio?

Tra le più conosciute troviamo il marciume apicale di pomodoro e peperone, la butteratura amara del melo, il Tip Burn degli ortaggi a foglia e alcune forme di disseccamento e spaccatura dei frutti.

Perché il pomodoro ha carenza di calcio anche se il terreno ne contiene?

Perché il problema può dipendere dalla distribuzione del calcio all’interno della pianta e non necessariamente dalla sua assenza nel terreno. Stress idrici, irregolarità nell’irrigazione e altri fattori possono limitare l’arrivo del calcio ai frutti.

Quando dare calcio alle piante?

Dipende dalla coltura e dal programma nutrizionale. Nelle colture predisposte alle fisiopatie da carenza è generalmente preferibile adottare una strategia preventiva, intervenendo nelle fasi di maggiore richiesta anziché aspettare la comparsa dei sintomi.

A cosa serve Veratech Ca?

Veratech Ca è un concime fogliare liquido a base di cloruro di calcio, con CaO solubile in acqua al 15,6%. È studiato per apportare calcio alle colture e contribuire alla prevenzione e gestione delle fisiopatie associate alla sua carenza, oltre a favorire consistenza e conservabilità delle produzioni.

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