Agricoltura

Piante e microrganismi: i benefici

Cosa sono i microrganismi?

I microrganismi sono esseri viventi piccolissimi, generalmente monocellulari, che popolano il nostro organismo e tutto ciò che ci circonda. Pur essendo invisibili a occhio nudo, presentano caratteristiche molto simili agli altri esseri viventi e si suddividono in quattro gruppi:

  • Batteri
  • Funghi e muffe
  • Lieviti
  • Virus

Alcuni di essi sono portatori di malattie e risultano perciò pericolosi sia per l’uomo che per l’ambiente. Altri, invece, vengono utilizzati per la preparazione di alimenti, come ad esempio pane, vino, formaggio, ecc. o per promuovere le colture. I microrganismi, infatti, hanno anche un ruolo importante negli ecosistemi come decompositori, in quanto capaci di trasformare la sostanza organica morta (saprofiti) in sostanza inorganica, utile alle piante per vivere. Alcune specie di batteri e funghi in particolare sono utilizzati proprio come biostimolanti, in quanto promotori della crescita delle piante.

I benefici per le piante

Nello specifico, questi microrganismi agiscono producendo una serie di enzimi utili alla pianta e stimolandone le difese endogene. In questo modo è possibile migliorare l’assorbimento di sostanze nutritive grazie all’alterazione dei livelli degli ormoni vegetali. Questo meccanismo modifica infatti l’architettura radicale: aumenta la massa, la ramificazione e la quantità di peli radicali. Non solo, l’alterazione dei livelli ormonali consente un incremento in volume dell’apparato radicale e di conseguenza migliora l’assorbimento di acqua e degli elementi nutritivi.

I benefici dei microrganismi si estendono poi anche alla qualità del terreno. Questi hanno infatti il merito di creare nella rizosfera (la parte del terreno più prossima alle radici), condizioni ottimali affinché la pianta assimili più rapidamente le sostanze nutritive di cui ha bisogno. Alcuni di essi, inoltre, sono capaci di rendere nuovamente disponibile il fosforo insolubile e il ferro indisponibile (siderofori).

Microrganismi: utilizzo in agricoltura

Infine, altrettanto importanti sono le azioni inibitorie di sviluppo e di competizione per lo spazio e per i nutrienti nei confronti di molte specie fungine patogene. I microrganismi hanno perciò proprietà molto interessanti e che li rendono perfetti per essere utilizzati anche in campo agricolo come biofertilizzanti, biostimolanti o bioprotettori.

Queste sostanze sono infatti anche in grado di rafforzare le difese della pianta, prevenendo infezioni e patologie dannose. L’impiego di funghi micorrizici arbuscolari (AM) in sinergia con i rizobatteri PGPR, in particolare, induce modifiche biochimiche e strutturali tali da rendere le piante più tolleranti agli stress biotici, indotti da un altro organismo vivente, e abiotici, ovvero generati da una carenza o un eccesso di un fattore ambientale.

Questi microrganismi sono generalmente presenti nelle composizioni di prodotti biostimolanti, integratori naturali pensati per promuovere lo sviluppo e la crescita delle piante. A differenza di concimi e sostanze chimiche, sono inoltre completamente privi di rischi per l’ambiente e per questo a impatto zero. La loro specificità, in particolare, è legata essenzialmente all’elevata capacità invasiva e di adattamento agli ambienti, il che consente di ottenere i benefici desiderati senza lasciare alcun tipi di residuo sulla cultura trattata.

D’altra parte, la disponibilità di prodotti agricoli salubri biologici o a residuo zero, ottenuti in processi produttivi rispettosi del suolo e dell’ambiente, delle condizioni di sicurezza degli operatori e del consumatore finale, rappresenta la vera sfida e il futuro della moderna agricoltura.

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